Organizzare la lavanderia di casa: come togliere l'umidità

08/11/18 18.00 / da Federico Monga

Organizzare la lavanderia di casa: come togliere l'umidità

Poco spazio e tante cose da sistemare: anche la tua lavanderia è così? Con la giusta organizzazione puoi trasformarla in un ambiente pratico, funzionale, pulito e sempre in ordine. Per avere tutto a portata di mano esistono armadi e soluzioni componibili. Per smistare la biancheria puoi usare dei cesti colorati. E per eliminare l’umidità? Continua a leggere per scoprire come fare.

La biancheria sempre in ordine, un armadio per i detersivi fuori dalla portata dei bambini, un piano di lavoro dove piegare i vestiti, magari anche un piccolo lavandino per lavare i capi delicati a mano o per trattare le macchie più ostinate. E poi tanto spazio per distendere lenzuola, maglioni e cappotti.

Una lavanderia così sarebbe il sogno di ogni famiglia.

Non sempre, però, c’è la possibilità di adibire una stanza della casa a uso esclusivo della lavatrice e come postazione per lo stiraggio. Spesso la lavanderia ha infatti un duplice utilizzo, come bagno, ripostiglio o disimpegno.

Oltre alla corretta gestione degli spazi, per poterci far stare tutto quello che serve, devi tenere sotto controllo il grado di umidità che per legge negli ambienti chiusi non deve superare il 45-55%.

La lavanderia è, assieme al bagno e alla cucina, una delle stanze più umide della casa.

La lavatrice, l’asciugatrice, il bucato steso e il ferro da stiro a vapore sono fonti di umidità che vanno tenute sotto controllo. Per organizzare la lavanderia al meglio è necessario studiare attentamente la disposizione degli elettrodomestici e adottare alcuni accorgimenti utili per evitare l’accumulo di condensa, causa principale della formazione di muffa sulle pareti.

L’umidità è pericolosa, perché può condensare sotto forma di goccioline d’acqua e in un ambiente dove sono presenti elettrodomestici, e quindi spine per la corrente elettrica, l’acqua non dovrebbe proprio esserci.

Inoltre una quantità eccessiva di umidità comporta una cattiva qualità dell’aria, con possibile formazione di muffe sulle pareti e cattivi odori nella stanza.

Areare il locale con una certa frequenza, soprattutto in inverno quando l’aria esterna è più secca di quella interna, è una scelta saggia per diminuire l’umidità.

In stanze come la cucina e la lavanderia, però, aprire la finestra di tanto in tanto è insufficiente.

Le finestre andrebbero aperte solo per pochi minuti, più volte al giorno, ma per chi lavora fuori casa per gran parte della giornata ciò risulta impossibile.

Dì la verità, anche tu hai commesso almeno una volta uno di questi errori:

  • Aprire le finestre al mattino presto, prima di uscire, pensando di “recuperare” lasciandole aperte per più tempo. In realtà in questo modo non fai altro che raffreddare (soprattutto in inverno) l’ambiente e, nel caso di una lavanderia che è anche uso bagno, ciò significa dover far funzionare il sistema di riscaldamento per parecchie ore per riportare la temperatura interna a livelli confortevoli. Con conseguente aumento dei costi in bolletta.
  • Non aprire per nulla gli infissi, per evitare che entri il freddo. Una mancata areazione non permette infatti all’umidità in eccesso di uscire dalla stanza. E, di conseguenza, si registra un aumento del vapore acqueo nell’aria interna, che è la prima causa di condensa e muffa.

L’alternativa davvero efficace ai problemi di umidità in lavanderia c’è e si chiama infisso microventilato in PVC

Oltre a migliorare l’isolamento termico, le finestre in PVC contrastano la formazione dell’umidità perché assicurano un continuo ricambio d’aria senza dispersioni di calore, grazie alla microventilazione.

Il sistema di microventilazione è molto utile per prevenire la formazione di muffa dovuta all’eccessiva quantità di umidità presente nell’ambiente. E non va minimamente ad alterare le altre caratteristiche fondamentali di un infisso di qualità cioè estetica, isolamento termico e acustico, sicurezza.

In condizioni particolari come appunto le lavanderie, dove la concentrazione di umidità è particolarmente elevata, è possibile integrare direttamente sull’infisso o sul cassonetto della tapparella un aeratore con sensore igroscopico. Ciò ti permette di assicurare la massima protezione acustica ottimizzando al contempo la qualità dell’aria immessa nell’edificio.

Lavanderia senza umidità? È possibile!

Riassumendo, ecco alcuni consigli molto semplici, ma efficaci, per organizzare la lavanderia e ridurre l’umidità:

  • Apri le finestre e arieggia l’ambiente per qualche minuto al giorno, anche in inverno
  • Pulisci la superficie dei vetri su cui si è formata la condensa
  • Non chiudere in un armadietto le spugne bagnate che hai usato per pulire, ma lasciale asciugare all’aria
  • Evita di stendere la biancheria ad asciugare in casa, perché i panni sprigionano vapore acqueo e ciò contribuisce a intensificare il grado di umidità
  • Assicurati che l’asciugatrice (se ce l’hai) sia addossata a una parete che affaccia all’esterno e installata in un ambiente facile da areare, perché lo sfiato libera molta aria calda e ciò potrebbe far aumentare rapidamente l’umidità nella stanza
  • Installa infissi con vetrocamera con opportune tecnologie di microventilazione e, al bisogno, integra i serramenti con areatori autoregolabili

Per respirare aria sana, tutto il giorno, tutti i giorni, parti sempre dagli infissi. Una finestra di qualità ti assicura un ambiente confortevole e salutare, contribuendo anche a farti risparmiare sulle spese del riscaldamento. Leggi qui le caratteristiche delle migliori finestre in PVC.

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Categorie: Microventilazione

Federico Monga

Written by Federico Monga

Ingegnere esperto in serramenti in alluminio e PVC, oltre che sulle facciate “tutto vetro” degli edifici. Dal 1992 nel settore dei serramenti, Federico Monga ha iniziato a sviluppare le proprie competenze come responsabile in un laboratorio di prove al fuoco su componenti edili per poi muoversi all'ufficio tecnico dell'associazione nazionale dei costruttori dei serramenti in alluminio. È cresciuto professionalmente come responsabile tecnico per una società produttrice dei siliconi strutturali per l’incollaggio delle facciate continue dei grandi edifici per poi diventare direttore commerciale in Italia di una società tedesca specializzata nell’isolamento termico dei serramenti in alluminio. Più di recente ha assunto la carica di direttore commerciale di un’altra società tedesca sviluppatrice di sistemi per la costruzione delle finestre in PVC ed ora è direttore generale di Vetrex in Italia. Specializzato da anni nel mercato nazionale, ha focalizzato la filiale sulla vendita di prodotti specifici per l’Italia, permettendo ai clienti di accedere al miglior connubio tra tecnologia ed estetica. Esperto e specializzato nel settore dei serramenti da anni, è una delle persone più adatte in Italia a consigliare sia i rivenditori che le famiglie.